Il titolo vi suonerà strano ed incomprensibile ma è la storia di Francesca Magri la pastaia che ho conosciuto per caso ad un mercato del contadino a Milano. Dopo aver ripetutamente degustato i prodotti preparati e confezionati dalla sua azienda ed essermi incuriosita ed aver indagato poi con le sue dipendenti. I propdotti sempre buoni e variegati avevano qualcosa di più, il sapore il calore e la passione di qualcuno che fa nle cose3 ma col sole nel cuore.
Ho chiesto ad una delle dipendenti e artigiane che vendevano la pasta di saperne di più e di poter intervistare la proprietaria del marchio intuendo che dietro questo nome ci fosse un storia interessante, ma dopo aver inviato le mie domande mi sono sentita replicare con l’invito a leggere un libricino che raccontava la storia di Brado e le Strie. Credevo che lettura che non mi avrebbe appassionato. Invece è stata una vera e propria scoperta. Ho terminato la lettura in due mezze giornate e molte delle mie domande vi trovavano già la risposta.
Brado è il nome del figlio unico di Francesca Magri che è stato da lei cresciuto da sola senza un padre presente perchè aveva lasciato la famiglia poco dopo la nascita, Andrea veniva così chiamato dagli amici. per la sua natura selvaggia. Le Strie vuol dire le streghe in mantovano.

Con un viaggio a tre (Cristina, Andrea ed i padre) in Kenya per ricucire i rapporti familiari persi ma il viaggio non aveva sortito i risultati sperati ma aveva aperto per Cristina nuove conoscenze di un mono sconosciuto pieno di caos, di colori e di povertà tra Mombasa e Watamu Per arrivare poi attraverso mille traversie (che non racconterò, ma se siete interessati a saperne di più potreste acquistare il libricino ”Siamo di chi ci sceglie’ all’affido di un bambino keniota Baraka e ad alla sponsorizzazione ed aiuto di varie scuole locali tramite la costituzione di un associazione non governativa.
Dopo varie peripezie conoscono Mama Susan di un orfanotrofio dove incontrano tantii bambini con il loro bellissimo sorriso. Bambini destinati alla fine ad una cattiva sorte se non aiutati.
Lì incontrano casualmente un bambino che si chiama ”Baraka” che vuol dire benedizione in Swaiili e di questo Cristina ed il figlio si innamorano. Fino ad averne prima l’affidi e poi l’adozione a qui all’affidamento di Baraka ed alla creazione dell’associazione Pamoja Watoto associazione volontariato non governativa senza scopo di lucro con progetti per la scuola, la sanità ed il lavoro ne corre molto con anni spesi da Cristina e l’associazione con le donazioni raccolte.
Ed questo punto le paste cosa c’entrano?
Dalle le preziose farine dei grani antichi, i fornai preparano il pane, le focacce e i grissini. Con le lemani,dalle ricette delle nostre nonne, producono la pasta fresca, le torte e il Chisulin, pane della tradizione mantovana prodotto senza lievito per durare anche più di dieci giorni. Un ritorno alle origini dell’agricoltua con grani non accelerati e prodotti come un tempo . Forse per questo sono così buoni….
Ed alcuni dei proventi vanno all’ associazione creata, insieme alla raccolta di donazioni ed ai fodti ottenuti dalla vendita del libro acquistabile su amazon.
Quindi amici ed amiche avete più strade per collaborare a questa bella esperienza.

‘